martedì 22 maggio 2012

NUOVA DONAZIONE DI LAURA RYOLO


Un grazie di cuore alla sig.ra Laura Ryolo per la nuova donazione destinata ad impinguare il patrimonio librario della nostra Biblioteca Comunale. Tra i titoli spiccano diverse opere sulla Grande Guerra ed alcuni romanzi in lingua francese di fine Ottocento. Ecco la lista completa dei testi, a breve consultabili a Palazzo D'Amico: 

1.     Codice Penale per l’esercito
  1. Istruzioni cannoni (incompleto)
  2. Ricoveri antiaerei   O. Ferrisi  -  Torino 1937
  3. M.Bon – Monarchia  - Considerazioni d’un prigioniero di guerra  -  1946
  4. Aggiunte e varianti sul tiro per l’artiglieria  -  Rivoli 1918
  5. Il primo libro del fascista  -  Anno XX
  6. Annuario per il primo corso speciale di Fanteria  -  Caserta  1916
  7. Addestramento dell’Artiglieria  Vol. IV  - Testo - Roma 1942
  8. Addestramento dell’Artiglieria Vol.IV  - Allegato - Roma 1942
  9. Istruzione per la guerra di fortezza  -  Roma 1913
  10. Ragioni di questa guerra  -  Roma 1941
  11. Tout le Front de la Mer du Nord à la Suisse    -  1918
  12. Tavole di tiro dell’obice da 21 GRC  ed. ufficiale Zona di Guerra  1.settembre1916
  13. Il Regno di Albania (carta geografica) ed. Vallardi
  14. Libretto di tiro  - Comando 46° Gruppo d’Assedio
  15. L’Artiglieria di campagna, pesante campale e cavallo e da montagna Vol.V  fasc,1 1917
  16. Esercizi per l’Artiglieria da montagna   - Rivoli  1915
  17. Nozioni sulle munizioni   - Roma  1916
  18. Appunti di organica militare   - Torino 1915
  19. Il germanesimo senza maschera – Ariel (F.Steno)  Milano 1917
  20. Come si legge la carta topografica  -  manuale di tecnica militare  -  gennaio 1930
  21. L’invasione austriaca della Serbia – Devastazioni – massacri – saccheggi – Roma 1914
  22. Relazione sulle operazioni dal luglio al novembre 1916 – Gen. Sir Douglas Hong  1917
  23. Nozioni generali sul materiale d’artiglieria -  giugno 1930
  24. Tiro di Artiglieria  - aprile 1930
  25. L’economia di guerra C. Arena –Quaderni di cultura politica Roma 1941
  26. Carta dell’Africa Orientale : Addis Abeba  -  Firenze 1935
  27. Mogadiscio
  28. Alula
  29. Belet Ven
  30. Asmara
  31. Obbia
  32. Sommario di recenti informazioni riguardanti l’esercito germanico e i suoi metodi  -Aprile 1917
  33. Mussolini se stesso  - Cesare Marroni – quaderni di cultura politica – 1941
  34. Bollettini della guerra  - 12.6.XVIII -  11.6.XIX Stato Maggiore Esercito – 1941
  35. Compendio di fortificazione  - A. Romeo -  Torino 1915
  36. Caricamento del carro per munizioni da 87 B  -  Roma 1911
  37. Raccolta  bollettini del quartier generale delle Forze Armate da 144 a 193  - XIX
  38. Il premilitare  - Comando generale della gioventù italiana del Littorio
  39. Le artiglierie campali nell’esercito italiano  - Roma 1930
  40. Gas tossici  - Dott. A. Brusacco  - 1918
  41. Manuale per il telegrafista militare  - tavole 
  42. Guida della Libia Cirenaica  -  Touring Club  -1923
  43. Guida della Libia Tripolitania – Touring Club - 1923
  44. Dizionario Eritreo  - 1903
  45. Emile Zola – Thèrese Raquin    - Paris 1880
  46. Figure ed episodi del Risorgimento Italiano – Biblioteche popolari e scolastiche – Roma 1961
  47. Royal Meteorological Society – Further remarks on the meteorological conditiosn of the Pleistocene Epoch – 1925
  48. B. Baldanza Zaffiro – Contributo alla conoscenza dei minerali metalliferi dei Monti Peloritani – Messina 1948
  49. Castelli e rocche d’Italia – ENIT 1966
  50. Some words about the legend of Atlantis – SP. Marinatos – 1971
  51. Skane – En Landskaplig Orientering – Stockolm 1936
  52. Eno Bellis – Piccola storia di Oderzio Romano – Treviso 1068
  53. Guido da Verona – Il libro del mio sogno errante – 1919
  54. Adolphe Belot – Les Mysteres Mondains – Paris 1876
  55. Octave Feuillet – Honneur  D’artiste – Paris 1890
  56. Adolphe Belot – La bouche de Madame X – Paris 1883
  57. George Honet – La comtesse Sarah – Paris 1883
  58. Alexandre Boutique – Les amants adultères – Paris 1885
  59. L’enfant de 36 peres – Paris 1884
  60. Catulle Mendés – La première maitresse – Paris 1887

giovedì 10 maggio 2012

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI PER LA TUTELA DI PALAZZO D'AMICO

Ill.mi

- Sig. Sindaco della Città di Milazzo
- Sig. Assessore alla Cultura della Città di Milazzo
- Sig. Dirigente ai BB. CC. del Comune di Milazzo dott.ssa Puleo

 e p. c.

- Sig. Dirigente U.O. 13 Beni bibliografici e archivistici della Sovrintendenza di Messina
- Sovrintendente ai Beni Archivistici della Sicilia in Palermo
- Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo


Oggetto: lettera aperta per la tutela del patrimonio librario ed archivistico della Città di Milazzo

PREMESSO che lo scorso 6 luglio 2011 lo scrivente inoltrava comunicazione all’Assessore alla Cultura del Comune di Milazzo affinché fossero adottate alcune misure urgenti rivolte a tutelare la sicurezza del patrimonio librario ed archivistico custodito nel settecentesco Palazzo dei Marchesi D’Amico, sede dell’Archivio Storico Comunale e della Biblioteca Comunale;

CHE per evidenti ragioni di riservatezza le misure di sicurezza di cui sopra, per le quali si rende indispensabile una spesa di appena un migliaio di euro, se non addirittura di meno, vengono comunicate alle SS. LL. in via riservata attraverso l’allegata mail sottostante già inoltrata - unitamente a numero 4 fotografie - all’Assessore Scolaro lo scorso 6 luglio 2011;

CONSIDERATO che il motivo della mancata risoluzione del problema ad oggi pare sia da ricondurre alla penuria in cui attualmente versano le casse comunali sempre più vicine al dissesto; 

CONSIDERATO altresì che, nonostante tali gravi problematiche di natura finanziaria, sono stati recentemente impegnati e liquidati circa 3.000 euro al fine di provvedere tra l’altro alla fornitura e posa in opera di una costosa porta a vetri interna (determinazione Ragioneria Generale n. 35/2012), segno evidente che tra le pieghe del bilancio comunale - se si vuole - si possono ancora trovare piccole disponibilità finanziarie, che peraltro, nel caso in questione, servono, come sopra precisato, a far fronte a delicate esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio archivistico e librario e dei preziosi reperti risorgimentali custoditi nel piano nobile del Palazzo D’Amico (tra tutti, il letto su cui riposò Giuseppe Garibaldi);

TUTTO CIO’ PREMESSO

Si invitano le SS. LL. ad attivarsi al fine di risolvere la problematica segnalata.

Con osservanza,
Massimo Tricamo

lunedì 23 aprile 2012

NUOVA DONAZIONE A FAVORE DELL'ARCHIVIO STORICO COMUNALE

Ill.mo sig. SINDACO della CITTA’ DI MILAZZO
 
Milazzo, 23 aprile 2012.

Ill.mo sig. Sindaco,

allo scopo di onorare nel bicentenario della nascita la memoria di Stefano Zirilli (1812-1884), figura poliedrica del Risorgimento milazzese nonché fondatore nel lontano 1869 della nostra Biblioteca Comunale, scrivo la presente per manifestarLe la mia volontà di donare all’Archivio Storico comunale gli antichi inventari manoscritti della sua biblioteca privata (cosiddetta Biblioteca Zirilliana), sino a qualche decennio fa ospitata nel palazzo in Marina oggi sede della Prenatal.

Si tratta di cinque voluminosi registri, da me acquistati recentemente presso i mercati antiquari e compilati con certosina pazienza dallo stesso Zirilli, i quali, lungi dal presentarsi quali fredde e mere elencazioni di libri, contengono una lunga serie di appunti e annotazioni bibliografiche che contribuiscono non poco a far luce sulla colta e brillante personalità di questo Grande milazzese.

Colgo l’occasione per rinnovare alla Sua Amministrazione la richiesta, peraltro già avanzata da 23 consiglieri comunali, rivolta ad intitolare la nostra Biblioteca Comunale ed il salone del piano nobile di Palazzo D’Amico (cosiddetta sala degli stemmi), rispettivamente, alla memoria del prof. Peppino Pellegrino ed a quella dello stesso Stefano Zirilli, una duplice iniziativa che renderebbe omaggio a questi illustri milazzesi che hanno contribuito notevolmente a migliorare le condizioni culturali della nostra Città.

Con osservanza,
Massimo Tricamo

P. S. questo l’elenco dei volumi manoscritti offerti in dono:

- Catalogo generale - vol. 1;
- Catalogo alfabetico - vol. 2 (compilato nel 1850);
- Vol . 5 - Carte geografiche, topografiche e militari (compilato nel 1848);
- Catalogo classificato “scienze”;
- Anonimi e ajuto alla memoria.

***

Scheda illustrativa

TESORI PERDUTI: LA BIBLIOTECA ZIRILLIANA

Istituita da Stefano Zirilli nella prima metà dell’Ottocento, impinguando la già considerevole collezione paterna, la Biblioteca Zirilliana raccoglieva, unitamente ad ricco patrimonio librario, una straordinaria raccolta di pregevoli e costosissime antiche carte geografiche.

Sino a qualche decennio fa era ospitata nel palazzo in Marina oggi sede della Prenatal.

Nel fondo antico della Zirilliana facevano bella mostra di sé 6 incunaboli e 195 cinquecentine, tra le quali si ricordano opere di Boccaccio e Petrarca, una giuntina intitolata “Poesie burlesche” - già molto rara nell’Ottocento - e la prima edizione risalente al 1525 delle “Prose della volgar lingua” di Pietro Bembo. Seicentine e settecentine completavano la preziosa collezione libraria, acquistata qualche decennio fa dalla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Messina, ma ancora purtroppo sottratta alla pubblica fruizione.

Il numero dei volumi ascendeva a 4.000 unità nel 1859: il dato venne comunicato dall’autorevole Gioacchino Di Marzo in un suo volume pubblicato in quell’anno, dove si legge che il «sig. Don Stefano Zirilli, con esempio singolare di patrio interesse, [aveva] aperto ai suoi concittadini una biblioteca di circa 4.000 volumi raccolti a proprie spese».

Nel 1877, poco dopo l’inaugurazione da parte dello stesso Zirilli della Biblioteca Comunale di Milazzo, il patrimonio librario era lievitato notevolmente sino a raggiungere le 6.000 unità. Ne fa fede questa affascinante e suggestiva dichiarazione apposta dallo Zirilli nel primo volume del catalogo generale: «metto termine qui al primo volume del mio Catalogo Generale questa sera 3 di aprile 1877 alle 10 ore, tanto perché la carta mi ci astringe, quanto per chiuderlo con la cifra rotonda di seimila volumi, riservando i pochi fogli che restano per note o appunti che mi occorrerà di aggiungere a’ libri finora registrati; ed incomincio stasera stessa il volume secondo dal n. 6.001. Avrò vita per compire questo secondo? Iddio lo voglia!»

Cimeli e documenti relativi a questa straordinaria Biblioteca, vero e proprio tesoro perduto, sono oggi custoditi, per iniziativa dello scrivente, nell’Archivio Storico della Città di Milazzo.

martedì 17 aprile 2012

IL CONSIGLIO COMUNALE ONORA STEFANO ZIRILLI E PEPPINO PELLEGRINO

Meritoria iniziativa del consiglio comunale di Milazzo che, per iniziativa dell’ex assessore alla cultura prof. Francesco Alesci, ha presentato all’amministrazione (con la sottoscrizione quasi unanime di 23 consiglieri su 24 presenti) un’articolata proposta bipartisan al fine d’intitolare la Biblioteca Comunale alla memoria del prof. Peppino Pellegrino, l’infaticabile animatore culturale scomparso a 89 anni lo scorso 4 aprile. Docente, preside ed editore, Pellegrino, che fu sindaco di Milazzo nel 1963, si attivò energicamente per consentire la riapertura della Biblioteca Comunale, chiusa in seguito ai devastanti bombardamenti aerei che nel secondo conflitto mondiale ne causarono irrimediabilmente la perdita di antichi e preziosi volumi. Grazie alla sua vulcanica attività la Biblioteca non solo riaprì i battenti nel 1961, ma divenne ben presto sede di importanti convegni che la posero al centro dell’attenzione del panorama culturale dell’intera Sicilia.

Battutosi costantemente e ripetutamente affinché la storica istituzione libraria milazzese fosse potenziata con l’acquisto di nuovi volumi, la arricchì Egli stesso donando una considerevole porzione della Sua biblioteca privata, insistendo sino a poco tempo fa affinché venisse introdotta nella pianta organica dell’ente la figura del bibliotecario.

Il prof. Peppino Pellegrino, che per il Suo tenace ed appassionato impegno culturale ottenne nel 2006 l’ambito Premio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, non è l’unico milazzese illustre ad essere ricordato dal consiglio comunale: «la Sua scomparsa - ricorda il prof. Alesci - è avvenuta curiosamente nel bicentenario della nascita di un altro grande milazzese, quello Stefano Zirilli che nel lontano 1869, quando ancora il tasso di analfabetismo era alle stelle, promosse proprio l’istituzione della nostra Biblioteca Comunale. E’ doveroso dunque che oltre al prof. Pellegrino la Città ricordi anche lo Zirilli, il cui appassionato ed “eroico” contributo continua ad offrire, dopo circa un secolo e mezzo ed attraverso le sale ed i depositi librari di Palazzo D’Amico, un valido servizio alla collettività milazzese».

E la proposta quasi unanime del consiglio comunale - sottoscritta col curioso distinguo di un solo consigliere - prevede infatti anche l’intitolazione alla memoria di Stefano Zirilli del salone del piano nobile di Palazzo D’Amico, quello sormontato da eleganti stemmi ed adibito abitualmente a sede di convegni.

Nel corso della seduta consiliare è stato anche osservato un minuto di silenzio per commemorare la recente scomparsa del “vulcanico” preside milazzese.

IL CONSIGLIO CHIEDE L'INTITOLAZIONE DELLA BIBLIOTECA ALLA MEMORIA DI PEPPINO PELLEGRINO

Ill.mo sig. PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE

Ill.mo sig. SINDACO
OGGETTO: intitolazione Biblioteca Comunale alla memoria del prof. Peppino Pellegrino
I sottoscritti consiglieri comunali

PREMESSO che lo scorso 4 aprile è scomparso all’età di 89 anni il prof. Peppino Pellegrino, figlio illustre di Milazzo, già consigliere ed assessore comunale e sindaco di questa Città nel 1963;

CONSIDERATO che per Sua iniziativa è risorta nel febbraio del 1961 la nostra Biblioteca Comunale, i cui battenti furono chiusi in seguito ai devastanti bombardamenti aerei che nel secondo conflitto mondiale ne causarono irrimediabilmente la perdita di antichi e preziosi volumi;

CONSIDERATO che grazie alla Sua opera infaticabile la storica istituzione libraria cittadina diventò sede di importanti convegni che la posero al centro dell’attenzione del panorama culturale dell’Isola;

PRESO ATTO della Sua infaticabile opera di promotore culturale nella qualità di editore, avendo fondato nel lontano 1957 una propria casa editrice, la Spes, attraverso la quale pubblicò autorevoli studi rosminiani, opere inconsuete - si pensi alla Storia della letteratura maltese di Oliver Friggieri - e tra l’altro quei volumi di storia locale che attraverso le scuole cittadine si sforzava di divulgare tra le giovani generazioni milazzesi (tra tutti Milazzo nella Storia di Antonino Micale e la biografia di Luigi Rizzo a cura di Ruggero D’Ondes);

PRESO ATTO altresì della Sua opera di educatore e di autorevole docente, apprezzata da generazioni e generazioni di studenti milazzesi, avendo ricoperto, tra l’altro, l’incarico di docente di Italiano nel Liceo Classico “G. B. Impallomeni” e di preside presso le scuole medie cittadine “Rizzo” e “Garibaldi”;

CONSIDERATO che il Suo impegno nel mondo della Scuola venne coronato dalla richiesta continua e pressante alle istituzioni competenti allo scopo di promuove l’apertura in provincia di Messina, ed in particolar modo nelle Isole Eolie, di nuovi istituti scolastici, alcuni dei quali divennero ben presto operativi arricchendo considerevolmente l’offerta formativa;

CONSIDERATO che la Sua sterminata cultura e la Sua infinita passione per la critica letteraria e per la spiritualità rosminiana calamitarono a Milazzo il gotha del panorama filosofico nazionale;

PRESO ATTO dei numerosi riconoscimenti ed attestati di stima da Lui ricevuti in Italia: si pensi, per citare un solo esempio, alla consegna dell’Olivo d’argento del Premio Mediterraneo (fra i componenti della giuria Sansone, Francesco Gabrieli, Pietro Mazzamuto e Vittorio Vettori) con una motivazione che evidenziava la Sua «opera attenta di valorizzazione dei filoni sotterranei della civiltà siciliana del Novecento» e che nel contempo definiva la Sua attività editoriale una «missione posta con generosità al servizio di fondamentali, anche se trascurate, esperienze letterarie del Meridione d’Italia»;

CONSIDERATO che nel 2006 per il Suo impegno culturale gli è stato conferito il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

CONSIDERATA ancora la Sua donazione a favore di questa Biblioteca Comunale - accettata dal sindaco pro-tempore alcuni anni or sono - di una cospicua porzione della Sua biblioteca privata, donazione che ha arricchito non poco il patrimonio librario della nostra antica istituzione libraria, per la quale il prof. Pellegrino si è battuto costantemente e ripetutamente, presso le varie amministrazioni che si sono susseguite nel tempo, affinché fosse potenziata ed arricchita di nuovi volumi ed affinché venisse introdotta nella pianta organica dell’Ente la figura del bibliotecario;

CONSIDERATO altresì che per uno stravagante scherzo del destino la Sua morte è avvenuta proprio nel bicentenario della nascita di un altro illustre milazzese, quello Stefano Zirilli (1812-1884), patriota, esperto viticoltore ed enologo, colonnello del genio, amministratore comunale e provinciale, che nel lontano 1869 promosse caparbiamente e tenacemente, quando ancora il tasso di analfabetismo era alle stelle, l’istituzione della nostra prestigiosa Biblioteca Comunale, che ancor oggi, a distanza di circa un secolo e mezzo, continua ad offrire, anche grazie all’opera del prof. Pellegrino, un valido servizio alla collettività milazzese;

RITENUTO pertanto che la cultura sterminata e l’amore per la nostra Città di questi due figli illustri di Milazzo attendono adesso il giusto riconoscimento;

TUTTO CIO’ PREMESSO

i sottoscritti consiglieri comunali invitano le SS. LL. ad intitolare alla memoria del prof. Peppino Pellegrino la Biblioteca Comunale di Milazzo.
Invitano altresì le SS. LL. ad onorare nel contempo, nel bicentenario della nascita, la figura del comm. Stefano Zirilli, nel modo che riterranno opportuno, per esempio intitolando alla Sua memoria la sala grande (cosiddetta sala degli stemmi) del piano nobile del Palazzo dei Marchesi D’Amico, abitualmente adibita a sede di convegni.

Milazzo, lì 16 aprile 2012


Il primo firmatario: Francesco Alesci

mercoledì 4 aprile 2012

E’ MORTO IL PROF. PEPPINO PELLEGRINO

Sarà pure un caso, ma il prof. Peppino Pellegrino se n’è andato proprio nel bicentenario della nascita di Stefano Zirilli, il fondatore di quella Biblioteca Comunale che Pellegrino rilanciò negli anni Sessanta sino a farla diventare degna cornice di una serie di convegni che a Milazzo riunirono il gotha del panorama filosofico e letterario nazionale.
Carattere eccentrico, docente severo, fu preside di alcuni istituti cittadini (i più giovani lo ricordano a capo delle scuole medie “Garibaldi” e “Rizzo”) e fondatore di una propria casa editrice, la Spes, che nel secondo dopoguerra pubblicò autorevoli studi rosminiani, opere inconsuete - si pensi alla Storia della letteratura maltese di Oliver Friggieri - e tra l’altro quei volumi di storia locale che attraverso le scuole cittadine si sforzava di divulgare tra le giovani generazioni (tra tutti Milazzo nella Storia di Antonino Micale e la biografia di Luigi Rizzo a cura di Ruggero D’Ondes). Uno dei volumi da lui pubblicati, Carlo Levi inedito a cura di Donato Sperduto, ha meritato nel 2002 l’autorevole recensione del Corriere della Sera.
Amministratore comunale negli anni Sessanta, ricoprì l’incarico di sindaco di Milazzo, ma abbandonò ben presto l’impegno politico, salvo una fugace apparizione qualche decennio fa in una sfortunata campagna elettorale.
Recentemente era stato nominato dal sindaco Pino componente della commissione incaricata di programmare i festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia, durante i quali, in occasione della presentazione del volume Rosmini per il Risorgimento, si è registrata la sua ultima apparizione pubblica.
La sua cultura sterminata ed il suo amore per la nostra città attendono adesso il giusto riconoscimento, ossia l’intitolazione congiunta alla sua memoria ed a quella di Stefano Zirilli, della Biblioteca Comunale di Milazzo.
Massimo Tricamo

venerdì 2 marzo 2012

DONAZIONE VOLUMI E MANOSCRITTI

Termina oggi la consegna dei volumi donati alla Biblioteca Comunale da Sarino Raffa, noto edicolante di Olivarella, che con la sua esemplare iniziativa ha arricchito il patrimonio librario cittadino. Si tratta di 47 interessanti volumi, risalenti perlopiù al periodo compreso tra la fine dell’Ottocento ed i primissimi anni del Novecento. Tra i libri oggetto di donazione, l’Enciclopedia Giuridica Italiana a cura del più volte ministro Pasquale Stanislao Mancini, la «Storia degli Italiani» del Cantù (1857-58) ed un’edizione delle “Rime” del Petrarca pubblicata nel 1839.
La donazione del benemerito edicolante di Olivarella ha interessato anche l’Archivio Storico comunale, al quale Raffa ha donato un corposo manoscritto ottocentesco che raccoglie gli atti del procedimento civile Fulci & C. vs. Marchese e Aliberti.

martedì 13 dicembre 2011

BIBLIOTECA COMUNALE SENZA RISCALDAMENTO: INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE MELLINA.

Interrogazione del consigliere Mellina per conoscere «se è prevista la manutenzione dell'impianto di riscaldamento». Per leggerla clicca sul link http://www.panoramio.com/photo/63450904

venerdì 18 novembre 2011

SALE LETTURA DA BRIVIDI...

Dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello dell’offerta culturale di Milazzo e invece la Biblioteca Comunale continua a registrare crescenti disagi. Con tanto di proteste dell’utenza, perlopiù giovani e anziani.

Chi frequenta in questi giorni le fredde sale del secondo piano di Palazzo D’Amico s’imbatte in scene già viste e riviste: stufette accese accanto alle scrivanie dell’infreddolito personale di servizio. L’impianto di riscaldamento è infatti fuori uso da oltre due anni e i mesi freddi sono ormai alle porte. Stesso discorso in estate, quando il caldo infuoca le singole sale di lettura, mentre al primo piano un efficiente impianto garantisce un soddisfacente refrigerio nei mesi estivi o addirittura un calore eccessivo e soffocante in quelli invernali.

Agli utenti desiderosi di accedere al pregevole patrimonio librario cittadino un consiglio dunque: portino con sé una stufetta ed anche una torcia, visto che la tromba delle scale nelle ore pomeridiane è completamente al buio.

Disagi anche per chi da casa necessita di una qualsiasi informazione: la Biblioteca infatti non dispone di utenza telefonica (l’unico telefono di Palazzo D’Amico è quello ubicato al pian terreno), costringendo pertanto l’utenza a recarsi di presenza anche per sapere se la Biblioteca possiede questo o quel libro.

E tra i numerosi disagi all’utenza conviene ricordare anche la totale assenza di nuovi testi, visto che da anni non viene stanziato in bilancio un solo centesimo per l’acquisto dei volumi.

mercoledì 16 novembre 2011

QUANDO A MILAZZO SI ALLEVAVANO I BACHI DA SETA

La "Breve Guida del Bachicultore" del milazzese Giuseppe Zirilli Lucifero (1844-1907), proprietario di una bigattiera in contrada Gelso. Il saggio, interamente consultabile al link seguente, venne pubblicato dal 1873 a puntate sul periodico «L'Agricoltore Messinese», edito dal "Comizio Agrario" della Provincia di Messina.

http://www.panoramio.com/user/3112587/tags/Guida%20del%20bachicoltore%20di%20Giuseppe%20Zirilli%20Lucifero%20%281873%20-%20gentile%20concessione%20Biblioteca%20Comunale%20Milazzo%29?photo_page=1

Si ringrazia per la gentile concessione la Direzione della Biblioteca Comunale di Milazzo.

lunedì 17 ottobre 2011

MILAZZO RICORDA STEFANO ZIRILLI NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA

Milazzo onora nell’ambito delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia Stefano Zirilli, uno dei suoi figli illustri. Venerdì 21 ottobre 2011, alle 17,30, sarà presentata al primo piano di Palazzo D’Amico, alla presenza dei discendenti e delle autorità municipali, una mostra dedicata a questo protagonista del Risorgimento milazzese, di cui il prossimo anno ricorrerà il bicentenario della nascita.

La mostra – allestita dalla Biblioteca Comunale con la collaborazione di Massimo Tricamo – durerà sino al settembre 2012 e intende rappresentare il minuscolo omaggio reso dalla Città di Milazzo ad uno dei suoi figli migliori, ricordato non solo per il contributo da Lui dato al processo di unificazione risorgimentale, ma anche per l’intensa carriera militare, per il lungo impegno di amministratore comunale e provinciale, per gli studi di storia locale, per gli sforzi compiuti per valorizzare la vitivinicoltura locale e per diffondere la cultura in una Milazzo in cui il tasso di analfabetismo era alle stelle.

E’ significativo dunque che a ricordare oggi questo Grande Milazzese sia proprio quella Biblioteca Comunale che Stefano Zirilli fondò nel lontano 1869, inaugurandola con un vibrante e solenne discorso nel 1876.

L’inaugurazione della mostra sarà seguita da una conferenza del prof. Bartolo Cannistrà, presidente del comitato cittadino del 150°, sul ruolo di  Stefano Zirilli e degli altri patrioti Milazzesi nel Risorgimento.

venerdì 16 settembre 2011

DONAZIONE A FAVORE DELL'ARCHIVIO STORICO COMUNALE

Ill.mo sig. SINDACO DELLA CITTA' DI MILAZZO
Milazzo, 13 settembre 2011
Oggetto: donazione antica documentazione a favore dell’Archivio Storico comunale.
 
In una delle prime riunioni del comitato organizzatore dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, allo scopo di lasciare un ricordo duraturo dell’avvenimento, manifestai la volontà di donare tanto agli studenti quanto all’Archivio Storico comunale - a mie spese e dunque senza alcun onere per le casse comunali - libri e documenti di argomento risorgimentale e non solo.

In conformità a tali miei desideri, alla fine del precedente anno scolastico ho donato agli studenti delle scuole medie cittadine la copia del mio ultimo libro intitolato «Storia dell’Industria a Milazzo dall’Unità ad oggi».

Adesso, coerentemente a quanto da me dichiarato in precedenza, La disturbo per comunicarLe la donazione a favore dell’Archivio Storico comunale del mio modesto archivio privato, costituito da alcune centinaia di antiche carte manoscritte acquistate dallo scrivente nel corso degli ultimi quindici anni presso antiquari e locali mercatini dell’antiquariato.

Tale documentazione d’archivio, risalente perlopiù all’Ottocento, comprende in gran parte carte provenienti dall’archivio dell’illustre  concittadino nonché fervente patriota Stefano Zirilli (1812-1884), protagonista indiscusso del Risorgimento milazzese, di cui il prossimo anno ricorrerà il bicentenario della nascita.

La documentazione oggetto della presente donazione – elencata dettagliatamente nell’allegato inventario – ripercorre la vita e l’opera dello Zirilli, figura poliedrica i cui interessi spaziarono dall’enologia alla storia cittadina, dalle discipline militari ad un’impegnata attività politica (partecipò agli eventi rivoluzionari del Quarantotto e del Sessanta e fu più volte consigliere comunale e provinciale), dalla gestione della sua ricchissima biblioteca privata a quella della Biblioteca Comunale, da lui fondata ufficialmente nel 1876.

Dalla presente donazione restano esclusi tutti gli antichi documenti in mio possesso riguardanti l’agricoltura locale, documenti che mi riservo di mettere a disposizione della Città -unitamente ad una collezione di reperti etno-antropologici raccolti nel tempo da me e da altri concittadini, proprietari di ulteriore documentazione d’archivio - nel momento in cui l’Ente da Lei rappresentato metterà a disposizione della collettività un piccolo locale da adibire a sede del “Museo Contadino della Piana di Milazzo”, per il quale non mi stancherò di reiterarLe l’istanza presentata alcuni mesi fa.

In attesa di un Suo cortese cenno di accettazione della presente donazione, colgo l’occasione per porgerLe un cordiale saluto,
Massimo Tricamo

INVENTARIO DONAZIONE ANTICA DOCUMENTAZIONE D’ARCHIVIO DA PARTE DI MASSIMO TRICAMO A FAVORE DELL’ARCHIVIO STORICO DELLA CITTA’ DI MILAZZO

FONDO “ARCHIVIO ZIRILLI” (acquistato presso antiquari locali)

- istruzioni redatte a Palermo il 5 agosto 1848 dal Direttore del Genio Stefano Zirilli ed inoltrate al tenente Benedetto Verderame «ufficiale di dettaglio del Genio in Milazzo» sulle opere e servizi da eseguire nella piazza di Milazzo;

- rapporto a stampa del Direttore del Genio Stefano Zirilli «per l’installazione della Scuola Militare in Sicilia» (29 dicembre 1848);

- rapporto del Ministro della Guerra e Marina al Consiglio dei Ministri sulla Piazza di Milazzo (1848);

- carte sciolte sulla rivoluzione siciliana del 1848 (n.° 111 fogli);

- atto di compravendita del bastione di S. Gennaro di Milazzo dall’Orfanotrofio Militare al cav. Giuseppe Zirilli Dumarteaux in notar Placido Minasi di Messina (31 agosto 1852);

- n. 2 (due) brevi incartamenti (citazione e ragioni) causa vicinato Zirilli vs. Patti Scibilia (circa 1861);

- convenzione su rapporti di vicinato fabbricato Marina Garibaldi tra Stefano Zirilli e D. Giovanni Patti Scibilia (12 febbraio 1862);

- inventario arredamento e biblioteca Villa Zirilli in contrada Gelso (1863);

- minuta di lettera scritta il 27 gennaio 1875 da Stefano Zirilli, direttore della Biblioteca Comunale di Milazzo, al direttore del Pungolo di Napoli Iacopo Comin;

- lettera inviata da Stefano Zirilli, nella qualità di Direttore della Biblioteca Comunale di Milazzo, a Cristoforo Negro di Venezia il 22 settembre 1881;

- minuta di lettera inviata da Stefano Zirilli all’on. Schneegans, deputato al parlamento tedesco e console tedesco a Messina (1 dicembre 1882) con allegata minuta di missiva indirizzata a Giorgio Weber;

- traduzione della lettera inoltrata il primo gennaio 1883 a Stefano Zirilli da Giorgio Weber di Heidelberg, autore del «Manuale di Storia Contemporanea»;

- minuta di missiva (argomento garibaldino) inoltrata da Stefano Zirilli a Vittorio Gonzembach il 16 gennaio 1883;

- minuta di lettera (argomento garibaldino) inoltrata il 16 gennaio 1883 da Stefano Zirilli a Vincenzo Galletti;

- testimonianza sugli eventi del 20 luglio 1860 sottoscritta da cav. Diego Farina e datata 2 giugno 1884;

- testimonianza sugli eventi del 20 luglio 1860 datata 16 giugno 1884 e sottoscritta dal sacerdote Giovanni Costantino;

- minuta della testimonianza di cui al punto precedente;

- bozza manoscritta opuscolo “Conquista Garibaldina” pubblicato da Stefano Zirilli nel 1882;

- bozza manoscritta opuscolo “Prima appendice alla conquista garibaldina di Milazzo” pubblicato dal Stefano Zirilli nel 1884;

- ulteriore bozza manoscritta opuscolo “Prima appendice alla conquista garibaldina di Milazzo” pubblicato dal Stefano Zirilli nel 1884;

- bozza manoscritta opuscolo “Seconda appendice alla conquista garibaldina di Milazzo” pubblicato dal Stefano Zirilli nel 1884;

- ulteriore bozza manoscritta opuscolo “Seconda appendice alla conquista garibaldina di Milazzo” pubblicato dal Stefano Zirilli nel 1884;

- bozza manoscritta opuscolo «Vedute militari piazza Milazzo» pubblicato nel 1848 da Stefano Zirilli;

- bozza manoscritta di opuscolo pubblicato da Stefano Zirilli sulla costruenda ferrovia Messina-Patti-Cerda (circa 1880);

- voto motivato sul costruendo tracciato ferroviario Messina-Patti- Cerda (consiglio provinciale) dei consiglieri Stefano Zirilli e Luigi Bonaccorsi (17 agosto 1880);

- carte sciolte sulla Biblioteca Zirilliana (biblioteca privata Stefano Zirilli) per un totale di n. 47 fogli, ivi inclusi quelli riguardanti le carte geografiche custodite nella stessa Biblioteca Zirilliana;

- n. 1 (un) blocchettino e vari foglietti sfusi di ex libris ed etichette di posizione volumi Biblioteca Zirilliana;

- nota inviata a Stefano Zirilli dal cap. Antonino Alioto (17 giugno 1875);

- biglietto manoscritto di Giuseppe Zirilli Lucifero al padre Stefano Zirilli (22 novembre 1881);

- biglietto manoscritto di Giuseppe Zirilli Lucifero al padre Stefano Zirilli (circa 1881);

- indice manoscritto curato da Stefano Zirilli di documentazione d’archivio non meglio identificata (libro del Tesoro della Città di Milazzo?) composto di n.° 24 fogli;

- carpettina intitolata “Appunti cronologici riguardanti la Città di Milazzo N. 1” (raccoglieva gli studi di storia patria di Stefano Zirilli);

- carte sciolte sulla storia di chiese, conventi e mastra giuratoria di Milazzo redatte da Stefano Zirilli (n.° 10 fogli);

- saggio incompleto di anonimo sulle fortificazioni redatto su carta intestata - risalente agli anni Trenta dell’Ottocento – del «Corpo Reale del Genio, ottava direzione, Dettaglio di Milazzo»;

- inventario di pubblicazioni a stampa e manoscritti redatti da Stefano Zirilli;

- n. 3 quietanze rilasciate, rispettivamente nel 1868, nel 1869 e nel 1871, ad Andrea Muscianisi Colonna;

- catalogo ottocentesco spartiti musicali per pianoforte (forse proveniente da casa Muscianisi);

- carte sciolte private di Stefano Zirilli: n.° 14 fogli in tutto;

- costituzione di rendita stipulata in notar Pietro Mora il 14 novembre 1832 da Giuseppe Zirilli Dumarteaux con allegato documento datato 15 marzo 1832 e n. 2 (due) lettere datate 13 e 30 gennaio 1832;

- testamento Polidoro Carrozza pro-istituzione scuole cittadine (4 giugno 1778);

- ritratto ottocentesca di Stefano Zirilli (1812-1884), litografia tratta dall’«Histoire Générale»;

- tavola ottocentesca dell’«orario per tutto l’anno» compilata verisimilmente negli anni Cinquanta dell’Ottocento;

- indice compilato da Stefano Zirilli delle tavole contenute nella “Raccolta del Burmanno” (opera custodita presso la Biblioteca Zirilliana);

- n. 2 (due) piante planimetriche relative verisimilmente a Villa Lucrezia dei Muscianisi (Capo Milazzo);

- n. 6 (sei) letterine lignee necessarie per comporre la parola “STORIA”, un tempo affisse sul cornicione ligneo che abbelliva gli scaffali della Biblioteca Zirilliana nel palazzo sito in Marina Garibaldi (oggi proprietà Muscianisi, angolo vico Zirilli).



DIPLOMI

- diploma conferito a Stefano Zirilli dall’Accademia Palermitana di Scienze e Belle Arti di Palermo (1873), inclusa corrispondenza;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dall’Accademia Pittagorica di Napoli (1883), inclusa corrispondenza;

- diplomi (n. 2, due) conferiti a Stefano Zirilli  ed altro esemplare (n. 1, uno) conferito alla ditta “Giuseppe Zirilli & Figli” dalle Banche Agrarie Autonome Confederate di Napoli (1871), incluse corrispondenze relative;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dal Circolo Lucano Scientifico Umanitario di Lagonegro (1875), inclusa corrispondenza relativa;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dal Circolo Salvator Rosa di Napoli (1874), inclusa corrispondenza;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dall’Accademia Scientifico-Umanitaria “Pico della Mirandola” di Mirandola (MO) nell’anno 1870, inclusa corrispondenza;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dalla Società Internazionale d’Incoraggiamento di Napoli nel 1882;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dalla Regia Associazione dei Benemeriti Italiani di Palermo nel 1876, inclusa corrispondenza;

- diploma conferito a Stefano Zirilli da Eugenio di Savoia (Benemerenza Nazionale) in Torino nel 1869;

- nomina indirizzata a Stefano Zirilli dalla Scuola Dantesca Napolitana fondata a Napoli da Domenico Jaccarino (1873);

- diploma conferito a Stefano Zirilli dal Circolo Promotore Partenopeo G. Vico di Napoli nel 1873, inclusa corrispondenza;

- diploma conferito a Stefano Zirilli ed alla ditta Giuseppe Zirilli & Figli dalla Società Emulatrice per le Scienze e le Arti in Napoli (1874), incluse relative corrispondenze;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dalla Società Letteraria Giovanile in Napoli (1876), inclusa corrispondenza;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dalla Società Scientifica Artistica Letteraria di Napoli nel 1875, inclusa corrispondenza relativa;

- diploma conferito a Stefano Zirilli dal consiglio comunale di Castelli nel 1870.


DOCUMENTAZIONE D’ARCHIVIO SULLA CITTA’ DI MILAZZO ACQUISTATA PRESSO DIVERSI MERCATI ANTIQUARI

- progetto di prolungamento del Molo Marullo redatto tra il 1853 ed il 1867 dal Corpo Reale del Genio;

- relazione sul porto di Milazzo redatta nel 1906;

- testamento D. Giovanni Battista Pisani (7 aprile 1731) in notar Gaspare Falcone;

- inventario chiesa-confraternita SS. Annunziata (1803);

- n. 1 atto risalente al 1828 e n. 2 atti datati 1834 riguardanti il Conte Marullo;

- carte appalto 1856 per lavori da eseguirsi al fabbricato del Monte di Pietà di Vaccarella.

La suddetta documentazione d’archivio è stata digitalizzata in DVD che si allega alla presente donazione.

venerdì 29 luglio 2011

UNO SCANDALO TUTTO ITALIANO

Denunciata dall'illustre milazzese la sottrazione di antichi volumi appartenuti alle «disciolte corporazioni religiose», ossia agli ordini religiosi (Carmelitani, Benedettini, Francescani, etc)., i cui beni con legge del 1866 furono incamerati dallo Stato ed in gran parte messi all'asta per finanziare la guerra all'Austria.

La minuta d’una lettera scritta il 27 gennaio 1875 dall’illustre milazzese Stefano Zirilli (1812-1884), fondatore della Biblioteca Comunale, al direttore del Pungolo di Napoli, se da un lato denuncia un episodio a dir poco scandaloso – non mancando d’indirizzare dure accuse a parlamentari e ministri del giovane Regno d’Italia – dall’altro offre preziose informazioni sulla provenienza di alcuni antichi volumi acquistati a Roma ed oggi custoditi nel fondo antico della nostra Biblioteca Comunale, come ad esempio il pregevole «Plinio secondo», incunabolo datato 14 maggio 1487 e restaurato nel settembre 1984 presso il “Laboratorio di Restauro del Libro” di S. Martino delle Scale in prov. di Palermo (Caii Plinii Secondi, Naturalis Hystoriae, Magistrum Marinum Saracenum, Venezia 1487, vecchio numero d’ingresso 11157).

L’assurdo episodio viene ripreso dallo Zirilli nel discorso inaugurale della Biblioteca pronunciato il 4 giugno 1876, dove precisa che la compravendita venne conclusa col capitano marittimo milazzese Antonino Alioto e che la spesa di 334 lire, oltre alle 66 lire sostenute per restaurare i volumi, venne fronteggiata facendo ricorso a 200 lire a carico del bilancio comunale e ad analogo importo finanziato da private donazioni.

Nel discorso inaugurale Zirilli elenca alcune opere pregevoli provenienti dalla suddetta compravendita, manifestando la sua alta cultura, accompagnata da una gradevole e garbata ironia. Come quando descrive le «leggi connubiali del dotto Tiraqueau (ingr. 11.019), che alla fertilità dell’ingegno accoppiava una prodigiosa facoltà generativa, per cui ottenne da una sola moglie 30 figli secondo alcuni storici, e 45 secondo altri, e del quale dice il Preside De Ton cum singulis annis singulos libros ac liberos reipublicae daret, che dava cioè ogni anno alla patria un figlio ed un libro, quantunque non bevesse vino, o forse appunto perché astemio».

Di seguito si pubblica la trascrizione integrale della missiva inoltrata al direttore del Pungolo nel 1875:

«Milazzo, 27 Gennaio 1875.
Onorevole Sig. Iacopo Comin
Direttore del Pungolo di Napoli

In conferma ed aggiunzione della interrogazione fatta nella tornata del 19 andante della Camera de’ Duputati dall’onorevole Manfrin al Ministero sulle sottrazioni di libri e codici di valore dalle Biblioteche delle soppresse Corporazioni religiose, debbo denunciare al publico giudizio ed alle serie considerazioni del Ministro il seguente fatto passato per le mie mani, intorno al quale, esibisco documenti e declino nomi avvalendomi della publicità del Vs. egregio Giornale.

Nel passato mese di Giugno io comprava per conto di questa Biblioteca Popolare, di cui ho la direzione, una partita di carta lorda ad uso di mercerie del peso di kg. 485 per lire 334 da una barca arrivata da Roma, ove avevala comprata Dio sa quanto per cavarvi il nolo ed un piccolo profitto.

Fui indotto a far questa compra perché avevo avuto sentore di precedenti arrivi della stessa merce anche da Roma, nei quali erano stati trovati libri pregevoli.

Non mi ingannai nelle mie previsioni né mi sono pentito di aver comprato come suol dirsi la gatta nel sacco, peroché nello sciogliere le 14 o 15 ballatte ho trovato una quantità di opere pregevolissime di giurisprudenza, legislazione, storia, geografia, materie ecclesiastiche, statistica etc., in 350 volumi circa, la maggior parte difficile a trovarsi perché ormai non si ripubblicano più e costerebbero moltissimo, talune rare, una rarissima che è un Plinio del quindicesimo secolo (1487), il quale solo ha un valore bibliografico di oltre mille lire.

In quale stato però erano ridotte? Facevano pietà ed insiem vergogna, peroché non  par credibile che nella Capitale della dotta Italia si vendano a vilissimo prezzo e per carta lorda opere di merito che illustrerebbero qualunque Biblioteca come oggi arricchiscono la nostra.

Se a me qui in Milazzo furono vendute in ragione di 69 centesimi il kilogrammo, quanto ha dovuto comprarla il capitano della barca a Roma, e quanto il di lui venditore dal primo? Siccome i merciajuoli non vogliono pagar per carta le legature, così in Roma vennero strappate in fretta e con poco garbo, in modo che di molte andaron perduti con le legature i frontespizi non che le prime ed ultime pagine.

Oggi sono state alla meglio restaurate sichè calcolo che con una spesa di circa 400 lire, compresa la restaurazione, abbiamo un materiale il quale ne val 2.000 anche calcolando il valore bibliografico reale molto al di sotto del merito.

La fisonomia più spiccata di questi libri rivela la provenienza monastica per la gran parte, ma ve ne ha pure di provenienza governativa e talune pubblicazioni ufficiali freschissime del 1874. Notate che la barca comprava in Roma questa partita di carta lorda nei primi di maggio 1874!

Pare dunque manifesto che le deplorate sottrazioni dal Deputato Manfrin non sono avvenute solo dalle librerie delle disciolte Case religiose, ma anche da più alto luogo, come risulta dalle seguenti mie note rilevate dai libri medesimi e precisamente da quelli che portano in fronte qualche marca sù frontespizi:

- Portius (Christopharus, ndr), Comt. in Iustiniani fol. (cinquecentina, ndr), Hereditatis Pirovanae (suggello);
- Viviano (Giuliano Viviani, ndr), Praxis Iurispatronatus fol., Filippo Bardi (manoscritto);
- Pacifico (Statilio, ndr), De Salviano (Tractatus del XVII sec., ndr) fol., Armellini (suggello), I. Ant. De Marii (manoscritto);
- Statistica Austriaca in tedesco, Bib. Della R. Segreteria di Stato Interni (suggello);
- Altra idem idem, Ministero di Agricoltura Direz. della Statistica (suggello);
- Altra Prussiana idem, Ministero di Agricoltura Direz. della Statistica (senza suggello);
- Altra idem idem idem;
- Albitio Cardinale, De inconstantia in iure (XVII sec., ndr) fol., ex Sancto Officio (manoscritto);
- Menochio (Io. Stephani, ndr), Comm. Sacrae Scripture fol. (XVII sex., ndr), Stephani Falalchi (manoscritto);
- Regolamento per la leva 4°, Uditorato Generale di Guerra (suggello);
- Pietri, Politique Francaise, Ministero Esteri Archivj e Bibliot. (suggello);
- Matteucci, Officialis Curiae etc. fol., Publicetur p. Io. Bap. Carus Magister et socius R. P. Sacri Ap. Pal. Magistri;
- Baronio Annalaes Eccl. (un suggello inintellegibile).

E dopo tutto il fin qui detto non faccio commenti, che meglio di me potrete farli Voi stesso, i contribuenti dai quali si spreme il sangue e poi si lasciano depredar gli interessi con tanta leggerezza e vergogna nostra, li potrà far la Camera che con inqualificabile faciltà accetta le facili e comode denegazioni del Ministro di Grazia e Giustizia, e le scuse del Ministro della Pubblica Istruzione, il quale non ha assunto alcuna ingerenza sulle Biblioteche delle Corporazioni disciolte, non parlo delle ingenue dichiarazioni del Ministro dell’Interno che eccitano la ilarità della Camera.

Devotissimo servo, Stefano Zirilli»

domenica 24 luglio 2011

QUEL VOLUME TRAFUGATO CHE APPARTENEVA ALL'ARCHIVIO STORICO

Di seguito pubblichiamo un inventario (redatto dallo scrivente a titolo di volontariato gratuito nel 1997) del materiale librario custodito presso l’Archivio Storico della Città di Milazzo, dove si conservano 6 incunaboli, 19 cinquecentine, una seicentina e due settecentine, in totale 28 preziosi volumi antichi non ancora versati nel patrimonio della Biblioteca comunale. In verità i volumi in questione  oggi sono soltanto 27, in quanto nel corso di questi ultimi 14 anni uno di essi (il Bonanni, «Delle Antiche Siracuse») è stato trafugato.

*****

- Leonardus de Utino, senza titolo, 1479;
- Caii Plinii Secondi, Naturalis Hystoriae, Magistrum Marinum Saracenum, Venezia, 1487, collocazione AM2N.2, vecchio numero d’ingresso 11157 (restaurato nel settembre 1984 c/o il Laboratorio di Restauro del Libro in S. Martino delle Scale, Palermo);
- Incunabolo privo di data e di titolo, collocazione AM2N.21, numero d’ingresso 4345, vecchio numero d’ingresso 11157 (restaurato nel settembre 1984 c/o il Laboratorio di Restauro del Libro in S. Martino delle Scale, Palermo);
- Marci Tulli Ciceronis, Epistolarum Familiarium, incunabolo senza data, collocazione AM(1)2N.1, numero d’ingresso 2397, vecchio numero d’ingresso 11777-L (restaurato);
- Secunda Secunde Sancti Thome de Aquino Ordinis Predicatorum, Venezia 1495, vecchio numero d’ingresso 3075 (restaurato nel settembre 1984 c/o il Laboratorio di Restauro del Libro in S. Martino delle Scale, Palermo);
- Cum postilla Domini Hugonis Cardinalis - Prima Pars, Basilea 1498, vecchio numero d’ingresso 2885, collocazione AM/2;
- Cum postilla Domini Hugonis Cardinalis - Secunda Pars, Basilea 1500, vecchio numero d’ingresso 2886, collocazione AM/2;
- Cum postilla Domini Hugonis Cardinalis - Tertia Pars, Basilea 1500, vecchio numero d’ingresso 2887, collocazione AM/2;
- Cum postilla Domini Hugonis Cardinalis - Quinta Pars, Basilea 1500, vecchio numero d’ingresso 2889, collocazione AM/2;
- Tertius Scripti Droniensis Doctoris Subtilis Fratris Ioanis Duns Scoti Ordinis Minorum Super Sententias, Simonem De Luere, Venezia 1506, numero d’ingresso 14016, vecchio numero d’ingresso 7924, collocazione AM1N.6, (restaurato);
- Pietro D’Abano (?), Conciliator Differentiarum (?), Giunti, Venezia 1520, numero d’ingresso 7339, vecchio numero d’ingresso 11988 (?), collocazione AM1N.9;
- Textus Magistri Sententia, Lugduni (odierna Lione) 1525, numero d’ingresso 14015, vecchio numero d’ingresso 8699, collocazione AM1N.8;
- Posterior Pars Eiusdem Rapsodiae Historiarum M. Antonimi Coccii Sabellici, continens sex enneades reliquas etc., 1528, numero d’ingresso 7338, vecchio numero d’ingresso 34, collocazione AM1N.7;- Iudocus Clichto – Veus Neoportuen, Per Petrum De Sancta Lucia, Lugduni 1545, numero d’ingresso 4512, vecchio numero d’ingresso 8599, collocazione AM1N.15;
- Aphorismi Hippocratis, Apud Guglielmum Rouillium, Lugduni 1547, numero d’ingresso 5027, vecchio numero d’ingresso 10.271-I, collocazione AM1N.14, (si tratta di un libricino sul cui frontespizio si legge la seguente dedica: «Alla Biblioteca Comunale di Milazzo il concittadino Federico Lucifero dei Baroni di San Nicolò, Precettore di Rettorica dona anno 1876);
- Libri Epidemiorum Hippocratis, Apud Guglielmum Rouillium, Lugduni 1550, numero d’ingresso 5028, vecchio numero d’ingresso 10.272-I, collocazione AM1N.13, (si tratta di un libricino sul cui frontespizio si legge la seguente dedica: «Alla Biblioteca Comunale di Milazzo il concittadino Federico Lucifero dei Baroni di San Nicolò, Precettore di Rettorica dona anno 1876);
- Ludovici Buccaferreae, Explanatio Libri I Physicorum Aristotelis, Accademia Veneta, 1558, numero d’ingresso 4631, vecchio numero d’ingresso 8549, collocazione AM1N.20;
- Calepini, Dictionarium, Apud Paulum Manutium, Venezia 1564, numero d’ingresso 14013, vecchio numero d’ingresso 11789-O, collocazione AM1N.18;
- Ludovici Buccaferrei, Lecitone Super Tres Libros de Anima Arist., Ioan. Baptistae Somaschi et fratres, Venezia 1566, collocazione AM1N.20;
- Antonii Poli, volume rilegato con un antichissimo spartito di musica e privo di titolo, Apud Simonem Galignanum de Karera, Venezia 1578, numero d’ingresso 4602, vecchio numero d’ingresso 7559, collocazione AM1N.19;
- Antonimi Poli, volume rilegato con un antichissimo spartito di musica e privo di titolo ma con la seguente dicitura «Disgressio de Circolo Lacteo etc.», Apud Simonem Galignanum de Karera, Venezia 1578, numero d’ingresso 4602, vecchio numero d’ingresso 7559, collocazione AM1N.19 (è stato rilegato unitamente all’altro volume del Poli);
- Iustini ex Trogi Pompeii, Libri XLIII, Appresso Pietro Marinelli, Venezia 1586, numero d’ingresso 1976, vecchio numero d’ingresso 923 (?), collocazione AM1N.10;
- Iahannis Chrosczieyoioskij, De morbis puerorum, Apud Paulum Meietum Bibliopolam Patavinum, Venezia 1588, numero d’ingresso 5116, vecchio numero d’ingresso 12503-f, collocazione AM1N.12;
- Giuseppe Carnevale, Historie et Descrittione del Regno di Sicilia, Horatio Salviani, Napoli 1591, collocazione AM1N.11, numero ingresso 1491, vecchio ingresso n. 13101-P (si cita la Città di Milazzo a pag. 155);
- Gio. Battista Caracciolo, Annuale secondo overo parte seconda de’ ragionamenti spirituali del Padre -, Appresso Manelfo Manelfi, Roma 1641, vecchio numero d’ingresso XII-g-13, collocazione AM/2;
- Giacomo Bonanni Colonna, Delle antiche Siracuse, Stamperia di Giovan Battista Aiccardo, Palermo 1717, senza collocazione (uno dei due volumi, rarissimo già nell’Ottocento e completo di antiche piante di Siracusa - TRAFUGATO);
- Supplica alla Maestà del Re del Pubblico della Città di Melazzo in Sicilia intorno le quistioni di esso Pubblico coll’Illustre Principe di Spadafora, 1777, vecchio numero d’ingresso 15.178-P-2, collocazione AM2N.26.

IL FONDO ANTICO DELLA BIBLIOTECA

Un giovane promettente ci chiede «qualche delucidazione in merito al fondo antico della Biblioteca Comunale». Rispondiamo volentieri.

Il fondo antico della Biblioteca Comunale raccoglie tutti i libri stampati tra il Quattrocento, ossia il secolo durante il quale nacque la stampa, e l’Ottocento. Si tratta perlopiù di volumi che appartenevano alle Biblioteche dei cinque conventi di Milazzo (Convento del Carmine, S. Papino, S. Francesco di Paola, S. Domenico e Cappuccini), biblioteche che negli anni Sessanta dell’Ottocento vennero confiscate dallo Stato, unitamente ai fabbricati dei suddetti Conventi, e trasferite ai Comuni, che ne diventarono proprietari.

Nel 1876, per iniziativa dell’illustre Milazzese Stefano Zirilli (1812-1884), venne inaugurata l’attuale Biblioteca Comunale, che raccoglieva appunto i fondi librari dei cinque conventi di Milazzo. Zirilli acquistò molti altri volumi, impinguando così il patrimonio librario della nostra Biblioteca: acquistò anche qualche volume risalente al Quattrocento (i cosiddetti “incunaboli”) e si fece donare un cospicuo patrimonio librario, presentando istanze di donazioni persino a Sua Maestà il Re d’Italia e ad Alessandro Manzoni, che accettarono il suo invito.

Il fondo antico della Biblioteca Comunale di Milazzo raccoglie dunque libri del Quattrocento (incunaboli, per un totale di n. 7 unità), del Cinquecento (cinquecentine, per un totale di n. 90 unità), del Seicento, Settecento ed Ottocento.

Alcuni incunaboli sono stati restaurati qualche decennio fa presso una ditta specializzata di S. Martino delle Scale in prov. di Palermo.


Il fondo antico subì cospicue perdite durante il secondo conflitto mondiale, quando vennero danneggiate 50 cinquecentine, mentre 4 incunaboli furono asportati dalle truppe alleate e dai civili.

Prima di essere collocati nelle eleganti sale di Palazzo D’Amico, i preziosi volumi del fondo antico sono rimasti sigillati in casse lignee per oltre vent’anni (no comment). Qualche anno fa alcuni volumi sono stati anche trafugati. Ne diede notizia la Gazzetta del Sud (ancora no comment).

Tra i volumi del fondo antico si ricordano, oltre ai tantissimi di carattere religioso, «Naturalis Historiae», incunabolo pubblicato nel 1487 (Caii Plinii Secundi), «La prima parte del general trattato di numeri» di Nicolò Tartaglia (Venezia 1556), «Delle navigazioni et viaggi» (ed. Giunti, Venezia 1550) ed «Historie et descrittione del Regno di Sicilia» di Giuseppe Carnevale (ed. Orazio Salviani, Napoli 1591).

venerdì 22 luglio 2011

IN BIBLIOTECA UN LIBRO APPARTENUTO AD UN GRANDE POETA TEDESCO

Dagli scaffali del fondo antico della Biblioteca Comunale di Milazzo emerge un’altra piacevole sorpresa. Si tratta dell’opera del Fazello, pubblicata nel 1579, un’opera fondamentale per lo studio della storia siciliana. Purtroppo il volume è mutilo, infatti la pag. 187, in cui sono riportate notizie su Milazzo, è stata sottratta da qualche imbecille, verisimilmente alcuni decenni fa. Ciò nonostante l’opera riporta in copertina lo stemma e le iniziali del suo originario proprietario, il quale era nientedimeno che un famoso poeta tedesco, Theobald Hock (1573-c.1624), il cui profilo biografico viene riportato anche dall’Enciclopedia Treccani. Una curiosità, questa, che ha già fatto il giro dell’Europa. E così l’antico libro di proprietà della Città di Milazzo è stato pubblicato in un sito specializzato di letteratura tedesco-boema finanziato dal Ministero della Cultura della Repubblica Ceca (http://www.kohoutikriz.org/priloha/hock.php).

Al seguente link le foto del prezioso volume della Biblioteca fondata da Stefano Zirilli:
http://www.panoramio.com/user/3112587/tags/Il%20libro%20appartenuto%20al%20grande%20poeta%20tedesco%20Theobald%20Hock%20%281573-c.1624%29

Prima di perveniere alla Comunale di Milazzo, il volume fu custodito presso la biblioteca di un ordine monastico, come si evince dalle notizie riportate, tra l'altro, sul frontespizio.

lunedì 18 luglio 2011

BIBLIOTECA COMUNALE: SCOPERTI ALTRI DUE STUPENDI MANOSCRITTI DI AUTORE MILAZZESE DEL SETTECENTO

Non finisce mai di stupire ed affascinare l’antico patrimonio librario ed archivistico custodito nelle lussuose sale di Palazzo D’Amico. Dopo la scoperta del trattato di retorica del milazzese Francesco Proto de Alarcon (circa 1735), tornano alla luce altri due preziosi manoscritti, ancora una volta frutto degli studi e delle ricerche appassionate di un autore milazzese. Si tratta di due volumetti di studi aristotelici, redatti in latino nel biennio 1754/55 - anche se in qualche pagina si legge la data del 1756 - dal padre cappuccino Giovan Battista da Milazzo. Due preziosi manoscritti, peraltro arricchiti da eleganti immagini, in cui il dotto autore disquisisce su argomenti astronomico-filosofici che prendono le mosse dal sommo Aristotele e dal filosofo Giovanni Duns Scoto, quest’ultimo beatificato nel 1993 dal pontefice Giovanni Paolo II. Interessanti, tra l’altro, le considerazioni sul sistema planetario di cui all’aristotelica filosofia della natura.

Allo scopo di salvaguardare nel tempo questi due preziosi manoscritti, il secondo purtroppo è mutilo, lo scrivente ha già inoltrato istanza agli organi competenti allo scopo di poterne digitalizzare a titolo gratuito ed a proprie spese le singole pagine.

Al link seguente è possibile osservare un'anteprima dei due manoscritti:

sabato 16 luglio 2011

ECCEZIONALE SCOPERTA IN BIBLIOTECA: L'OPERA DI UN MILAZZESE RISALENTE AL 1735 CIRCA

IL TRATTATO DI RETORICA DEL MILAZZESE FRANCESCO PROTO DE ALARCON

Scartabellando tra gli antichi volumi di una Biblioteca può capitare di imbattersi in qualche piacevole sorpresa. È quanto accaduto allo scrivente, che nei giorni scorsi ha scoperto nella Biblioteca Comunale di Milazzo un manoscritto di cui si erano perdute le tracce, oggi ignoto persino ad appassionati e cultori di storia patria. Eppure Stefano Zirilli (1812-1884), colto fondatore della stessa Biblioteca, nel 1876, dopo averlo ricevuto in dono dalla famiglia Ragusi, lo aveva catalogato e custodito con tutti i riguardi e le attenzioni. Si tratta infatti della rara e preziosa opera di un dotto autore milazzese, Francesco Proto de Alarcon, il quale intorno agli anni Trenta del Settecento scrisse un monumentale trattato di «rettorica», ossia l’arte del parlare e dello scrivere secondo precise regole, al fine d’istruire, persuadere, dilettare, commuovere, etc.

Che l’opera del Proto sia monumentale lo attesta in primo luogo il numero elevato di pagine di cui si compone, ben 1.029 fogli scritti con grafia fitta ma ordinata. Un’esposizione piuttosto fluida e scorrevole, se si considera che l’autore scriveva tre secoli fa. Ad impreziosire le pagine un nutrito numero di eleganti raffigurazioni, alcune delle quali a colori.

L’opera, intitolata «Dell’arte del bel dire nella facultà oratoria», esordisce con gli elementi essenziali e basilari della retorica: una lunga serie di regole grammaticali occupa le prime pagine del trattato, una chiara e minuziosa esposizione di aggettivi, avverbi e tra l’altro pronomi e verbi, la coniugazione dei quali incuriosisce non poco il lettore moderno per la denominazione dei singoli tempi, da quello «di avvenire» (futuro semplice) al «preterito imperfetto e perfetto», rispettivamente, imperfetto e passato remoto. Ed ecco che il Proto sciorina questa o quella coniugazione, come ad esempio il «tempo di avvenire» del verbo cantare: «io canterò, tu canterai, colui canterà; noi cantiremo, voi cantirete, coloro cantiranno». Non mancano poi argomenti di gran lunga più impegnativi, quali ad esempio la metafora o il paragrafo intitolato «della onomatopea».

Ma il trattato di retorica del Proto non si limita a questo e passa quindi ad esporre al lettore dell’epoca le regole da osservare per scrivere bene. Gli argomenti sono i più disparati, dalle minuziose istruzioni per scrivere una semplicissima lettera («epistola») a quelle rivolte a coloro i quali avrebbero desiderato immortalare un proprio epitaffio su una lastra marmorea. «L’epistole, seu volgarmente dette lettere, sono necessarie à qualunque persona che voglia dà Uomo discorrere», esordisce il dotto autore milazzese, che dedica a ciascun tipo di missiva un paragrafo distinto e separato. Scorrendo i fogli 97 e segg. del manoscritto ci si imbatte infatti nel paragrafo intitolato «della epistola di condoglianza», in quello dedicato all’«epistola di congratulazione», ed ancora missive di ringraziamento, petizione, «di scuse» e «di negozio» e persino quelle di raccomandazione, scritte affinchè il destinatario «prattichi quella grazia (…) in quel soggetto che gli raccomandiamo, sollecitandolo e favorendolo nei di lui negozi». Per ciascun tipo di lettera il Proto riporta un esempio concreto, una sorta di facsimile (quasi sempre datato «Melazzo 1735»), indicando e descrivendo le singole parti in cui ogni missiva si sarebbe dovuta articolare: «le lettere (…) costa[no] da cinque parti cioè: proloquio, esordio, proposizione seu narrazione, confirmazione et epilogo. Il proloquio è quello titolo, che si dona alla persona à cui si scrive l’epistola, il quale titolo deve essere confacevole alla condizione del personaggio à cui si scrive, secondo la nobiltà, degnità ò prerogativa quello habbia. Poiché se sarà prencipe o duca haverà l’Eccellentissimo, si è marchese l’Illustrissimo, se è semplice cavaliero il Molto Illustre, dei quali titoli nel fine del presente trattato ne darò un catalogo». Questo breve passo consente di comprendere in modo chiaro ed immediato la scorrevolezza e la semplicità che caratterizzano l’esposizione e l’opera del Proto, il quale non manca di citare qua e là la sua Milazzo, «piena di fruttiferi vigneti ed alberi di seta» e con un «Parco reale di caccia» (cfr. pag. 156).

Sin qui la descrizione di questo prezioso manoscritto dimenticato per oltre un secolo tra i polverosi scaffali del fondo antico della Biblioteca Comunale di Milazzo. Una descrizione ahimè frettolosa e lacunosa: purtroppo è stata negata allo scrivente la possibilità di consultarlo con calma negli orari di apertura al pubblico della stessa Biblioteca (nella Milazzo di oggi purtroppo accade anche questo). Per ovviare a questo ed altri stravaganti ostacoli burocratici ad una corretta fruizione del nostro antico patrimonio librario ed archivistico, chi scrive ha inoltrato richiesta scritta agli organi competenti affinché gli venga concessa l’autorizzazione ad accedere al fondo antico per digitalizzare a titolo gratuito ed a proprie spese il trattato del Proto, allo scopo di creare una copia in DVD di sicurezza - da consegnare alla stessa Biblioteca Comunale - che possa salvaguardare e tutelare l’originale da incendi, furti ed altre sfortunate circostanze e nel contempo consentire a chiunque di accedere con facilità a questa preziosa ed antica fonte.

Nel frattempo si coglie l’occasione per invitare studiosi ed appassionati di letteratura e storia patria ad approfondire e studiare ulteriormente l’opera e la biografia del Proto: in tal senso sarebbe auspicabile l’autorevole intervento del prof. Filippo Russo, già sindaco della Città nonché profondo conoscitore delle discipline letterarie, nonché quello di Giovanni Lo Presti, specializzato in ricerche genealogiche che potrebbe individuare i dati anagrafici di questo dotto autore milazzese caduto nell’oblio, autore che il frontespizio del manoscritto si limita ad indicare quale «gentil homo del conseglio e mastra giuratoria della Fidelissima Città di Melazzo». 

Al seguente link, alcune immagini del manoscritto:

venerdì 15 luglio 2011

E' TORNATO GARIBALDI

E' tornato nel piano nobile di Palazzo D'Amico il quadro ottocentesco, di proprietà comunale, di Giuseppe Garibaldi, oggetto di un recente restauro finanziato generosamente, come comunicato dal sindaco Pino, dalla dott.ssa Elvira D'Amico, milazzese nonchè dirigente ai beni storici, artistici e iconografici della Sovrintendenza di Palermo. Il rinnovamento del dipinto è stato curato dalla restauratrice Marianna Saporito. Un plauso alla generosità ed alla sensibilità culturale di questa studiosa milazzese, che col suo finanziamento ha restituito nuova vita ad uno dei cimeli risorgimentali più interessanti della nostra Città.

Il quadro prima del restauro:
… e dopo.

mercoledì 6 luglio 2011

LA SPLENDIDA COLLEZIONE DI ANTICHE CARTE GEOGRAFICHE DELLA CITTA’ DI MILAZZO

Un piccolo tesoro, ignoto ai più. Oltre un centinaio di antiche carte geografiche, donate alla Biblioteca Comunale dall’illustre milazzese Stefano Zirilli nel 1884, alcuni mesi prima della sua morte. Una preziosa collezione rimasta per oltre un secolo “nascosta” tra i polverosi scaffali dell’Archivio Storico comunale, che oggi finalmente apre i suoi forzieri per mostrare ai Milazzesi alcuni dei suoi pezzi pregiati.

Un’affascinante serie di eleganti carte - alcune risalenti al Cinquecento ed al Seicento, ma quasi tutte pubblicate nel Settecento - che raffigurano perlopiù stati europei  e province italiane e che provengono dalla ricchissima biblioteca privata di palazzo Zirilli (oggi fabbricato “Prenatal” in Marina Garibaldi), il cui proprietario, Stefano Zirilli (1812-1884), peraltro fondatore della Biblioteca Comunale, collezionava carte geografiche pregevoli e rare: si pensi che alcune di esse vengono oggi valutate sui mercati antiquari decine e decine di migliaia di euro.

Una ricchissima collezione che potrebbe fare bella mostra di sé - in modo permanente - nei recuperati locali del Mastio al Castello, peraltro restaurato non a caso quale “bene delle Comunità Europea”; ed un’esposizione di antiche carte geografiche raffiguranti i diversi stati del vecchio continente conferirebbe senza alcun dubbio al nostro maniero quella dimensione europea che merita.

Al link seguente è possibile visualizzare circa 300 fotografie ad alta risoluzione: eseguite dallo scrivente, raffigurano questa stupenda collezione milazzese:
http://www.panoramio.com/user/3112587/tags/La%20splendida%20collezione%20di%20antiche%20carte%20geografiche%20dell%27Archivio%20Storico%20comunale%20di%20Milazzo