sabato 16 luglio 2011

ECCEZIONALE SCOPERTA IN BIBLIOTECA: L'OPERA DI UN MILAZZESE RISALENTE AL 1735 CIRCA

IL TRATTATO DI RETORICA DEL MILAZZESE FRANCESCO PROTO DE ALARCON

Scartabellando tra gli antichi volumi di una Biblioteca può capitare di imbattersi in qualche piacevole sorpresa. È quanto accaduto allo scrivente, che nei giorni scorsi ha scoperto nella Biblioteca Comunale di Milazzo un manoscritto di cui si erano perdute le tracce, oggi ignoto persino ad appassionati e cultori di storia patria. Eppure Stefano Zirilli (1812-1884), colto fondatore della stessa Biblioteca, nel 1876, dopo averlo ricevuto in dono dalla famiglia Ragusi, lo aveva catalogato e custodito con tutti i riguardi e le attenzioni. Si tratta infatti della rara e preziosa opera di un dotto autore milazzese, Francesco Proto de Alarcon, il quale intorno agli anni Trenta del Settecento scrisse un monumentale trattato di «rettorica», ossia l’arte del parlare e dello scrivere secondo precise regole, al fine d’istruire, persuadere, dilettare, commuovere, etc.

Che l’opera del Proto sia monumentale lo attesta in primo luogo il numero elevato di pagine di cui si compone, ben 1.029 fogli scritti con grafia fitta ma ordinata. Un’esposizione piuttosto fluida e scorrevole, se si considera che l’autore scriveva tre secoli fa. Ad impreziosire le pagine un nutrito numero di eleganti raffigurazioni, alcune delle quali a colori.

L’opera, intitolata «Dell’arte del bel dire nella facultà oratoria», esordisce con gli elementi essenziali e basilari della retorica: una lunga serie di regole grammaticali occupa le prime pagine del trattato, una chiara e minuziosa esposizione di aggettivi, avverbi e tra l’altro pronomi e verbi, la coniugazione dei quali incuriosisce non poco il lettore moderno per la denominazione dei singoli tempi, da quello «di avvenire» (futuro semplice) al «preterito imperfetto e perfetto», rispettivamente, imperfetto e passato remoto. Ed ecco che il Proto sciorina questa o quella coniugazione, come ad esempio il «tempo di avvenire» del verbo cantare: «io canterò, tu canterai, colui canterà; noi cantiremo, voi cantirete, coloro cantiranno». Non mancano poi argomenti di gran lunga più impegnativi, quali ad esempio la metafora o il paragrafo intitolato «della onomatopea».

Ma il trattato di retorica del Proto non si limita a questo e passa quindi ad esporre al lettore dell’epoca le regole da osservare per scrivere bene. Gli argomenti sono i più disparati, dalle minuziose istruzioni per scrivere una semplicissima lettera («epistola») a quelle rivolte a coloro i quali avrebbero desiderato immortalare un proprio epitaffio su una lastra marmorea. «L’epistole, seu volgarmente dette lettere, sono necessarie à qualunque persona che voglia dà Uomo discorrere», esordisce il dotto autore milazzese, che dedica a ciascun tipo di missiva un paragrafo distinto e separato. Scorrendo i fogli 97 e segg. del manoscritto ci si imbatte infatti nel paragrafo intitolato «della epistola di condoglianza», in quello dedicato all’«epistola di congratulazione», ed ancora missive di ringraziamento, petizione, «di scuse» e «di negozio» e persino quelle di raccomandazione, scritte affinchè il destinatario «prattichi quella grazia (…) in quel soggetto che gli raccomandiamo, sollecitandolo e favorendolo nei di lui negozi». Per ciascun tipo di lettera il Proto riporta un esempio concreto, una sorta di facsimile (quasi sempre datato «Melazzo 1735»), indicando e descrivendo le singole parti in cui ogni missiva si sarebbe dovuta articolare: «le lettere (…) costa[no] da cinque parti cioè: proloquio, esordio, proposizione seu narrazione, confirmazione et epilogo. Il proloquio è quello titolo, che si dona alla persona à cui si scrive l’epistola, il quale titolo deve essere confacevole alla condizione del personaggio à cui si scrive, secondo la nobiltà, degnità ò prerogativa quello habbia. Poiché se sarà prencipe o duca haverà l’Eccellentissimo, si è marchese l’Illustrissimo, se è semplice cavaliero il Molto Illustre, dei quali titoli nel fine del presente trattato ne darò un catalogo». Questo breve passo consente di comprendere in modo chiaro ed immediato la scorrevolezza e la semplicità che caratterizzano l’esposizione e l’opera del Proto, il quale non manca di citare qua e là la sua Milazzo, «piena di fruttiferi vigneti ed alberi di seta» e con un «Parco reale di caccia» (cfr. pag. 156).

Sin qui la descrizione di questo prezioso manoscritto dimenticato per oltre un secolo tra i polverosi scaffali del fondo antico della Biblioteca Comunale di Milazzo. Una descrizione ahimè frettolosa e lacunosa: purtroppo è stata negata allo scrivente la possibilità di consultarlo con calma negli orari di apertura al pubblico della stessa Biblioteca (nella Milazzo di oggi purtroppo accade anche questo). Per ovviare a questo ed altri stravaganti ostacoli burocratici ad una corretta fruizione del nostro antico patrimonio librario ed archivistico, chi scrive ha inoltrato richiesta scritta agli organi competenti affinché gli venga concessa l’autorizzazione ad accedere al fondo antico per digitalizzare a titolo gratuito ed a proprie spese il trattato del Proto, allo scopo di creare una copia in DVD di sicurezza - da consegnare alla stessa Biblioteca Comunale - che possa salvaguardare e tutelare l’originale da incendi, furti ed altre sfortunate circostanze e nel contempo consentire a chiunque di accedere con facilità a questa preziosa ed antica fonte.

Nel frattempo si coglie l’occasione per invitare studiosi ed appassionati di letteratura e storia patria ad approfondire e studiare ulteriormente l’opera e la biografia del Proto: in tal senso sarebbe auspicabile l’autorevole intervento del prof. Filippo Russo, già sindaco della Città nonché profondo conoscitore delle discipline letterarie, nonché quello di Giovanni Lo Presti, specializzato in ricerche genealogiche che potrebbe individuare i dati anagrafici di questo dotto autore milazzese caduto nell’oblio, autore che il frontespizio del manoscritto si limita ad indicare quale «gentil homo del conseglio e mastra giuratoria della Fidelissima Città di Melazzo». 

Al seguente link, alcune immagini del manoscritto:

venerdì 15 luglio 2011

E' TORNATO GARIBALDI

E' tornato nel piano nobile di Palazzo D'Amico il quadro ottocentesco, di proprietà comunale, di Giuseppe Garibaldi, oggetto di un recente restauro finanziato generosamente, come comunicato dal sindaco Pino, dalla dott.ssa Elvira D'Amico, milazzese nonchè dirigente ai beni storici, artistici e iconografici della Sovrintendenza di Palermo. Il rinnovamento del dipinto è stato curato dalla restauratrice Marianna Saporito. Un plauso alla generosità ed alla sensibilità culturale di questa studiosa milazzese, che col suo finanziamento ha restituito nuova vita ad uno dei cimeli risorgimentali più interessanti della nostra Città.

Il quadro prima del restauro:
… e dopo.

mercoledì 6 luglio 2011

LA SPLENDIDA COLLEZIONE DI ANTICHE CARTE GEOGRAFICHE DELLA CITTA’ DI MILAZZO

Un piccolo tesoro, ignoto ai più. Oltre un centinaio di antiche carte geografiche, donate alla Biblioteca Comunale dall’illustre milazzese Stefano Zirilli nel 1884, alcuni mesi prima della sua morte. Una preziosa collezione rimasta per oltre un secolo “nascosta” tra i polverosi scaffali dell’Archivio Storico comunale, che oggi finalmente apre i suoi forzieri per mostrare ai Milazzesi alcuni dei suoi pezzi pregiati.

Un’affascinante serie di eleganti carte - alcune risalenti al Cinquecento ed al Seicento, ma quasi tutte pubblicate nel Settecento - che raffigurano perlopiù stati europei  e province italiane e che provengono dalla ricchissima biblioteca privata di palazzo Zirilli (oggi fabbricato “Prenatal” in Marina Garibaldi), il cui proprietario, Stefano Zirilli (1812-1884), peraltro fondatore della Biblioteca Comunale, collezionava carte geografiche pregevoli e rare: si pensi che alcune di esse vengono oggi valutate sui mercati antiquari decine e decine di migliaia di euro.

Una ricchissima collezione che potrebbe fare bella mostra di sé - in modo permanente - nei recuperati locali del Mastio al Castello, peraltro restaurato non a caso quale “bene delle Comunità Europea”; ed un’esposizione di antiche carte geografiche raffiguranti i diversi stati del vecchio continente conferirebbe senza alcun dubbio al nostro maniero quella dimensione europea che merita.

Al link seguente è possibile visualizzare circa 300 fotografie ad alta risoluzione: eseguite dallo scrivente, raffigurano questa stupenda collezione milazzese:
http://www.panoramio.com/user/3112587/tags/La%20splendida%20collezione%20di%20antiche%20carte%20geografiche%20dell%27Archivio%20Storico%20comunale%20di%20Milazzo

giovedì 30 giugno 2011

VIDEO-OMAGGIO AL PROF. PEPPINO PELLEGRINO

17 giugno 2011. I professori Peppino Pellegrino e Filippo Russo presentano nella Biblioteca Comunale (Palazzo D'Amico) di Milazzo il volume di Umberto Muratore intitolato "Rosmini per il Risorgimento". Il breve video è un omaggio all'anziano prof. Peppino Pellegrino, Milazzese, grande uomo di cultura che ha fatto e dato tanto per la Biblioteca Comunale di Milazzo, il quale nonostante la sua non più giovane età riesce ancora ad affascinare con la sua brillante ed alta preparazione. Nel video, consultabile al seguente link, il prof. Pellegrino introduce l'autore del libro, Umberto Muratore:
http://www.youtube.com/watch?v=xcZaXLGTPJI

mercoledì 8 giugno 2011

IN DVD GLI ANTICHI DOCUMENTI DEL COMUNE DI MILAZZO

E’ terminata l’opera di digitalizzazione del “Libro degli Atti dei Giurati”, una raccolta di cinque antichissimi volumi manoscritti custodita nell’Archivio Storico del Comune di Milazzo. L’intervento di salvaguardia della memoria cittadina, promosso a titolo gratuito dalla Società Milazzese di Storia Patria e condiviso dall’Amministrazione Comunale, è stato pazientemente eseguito da Giovanni Lo Presti, appassionato cultore di storia milazzese, che ha scattato oltre 5.000 fotografie ad alta risoluzione. Il lavoro è contenuto in un cofanetto di 8 DVD, già consegnato tanto all’Archivio Storico quanto alla Biblioteca Comunale, a disposizione di studenti e cultori di memorie patrie.

Una copia di tutte le riproduzioni -  relative ad atti amministrativi adottati a Milazzo tra le soglie del Seicento e la metà del Settecento - è stata inoltre consegnata al Direttore dell’Archivio di Stato di Messina dott. Alfio Seminara, il quale non ha mancato di esprimere il «più vivo e caloroso apprezzamento per l’opera meritoria del sodalizio milazzese», affermando nel contempo che la «digitalizzazione degli Atti dei Giurati consentirà non solo di preservare il patrimonio cartaceo dalle offese del tempo e dalla manomissione degli uomini, ma soprattutto di rendere più conosciuto, nel mondo degli studiosi, materiale d’archivio che altrimenti rimarrebbe fruibile da pochi».

Sinceri attestati di stima sono stati indirizzati alla Società Milazzese di Storia Patria anche dall’assessore comunale alla cultura prof.ssa Stefania Scolaro.

L'opera meritoria del sodalizio milazzese non termina comunque qui: l'infaticabile Giovanni Lo Presti, infatti, è già alle prese con la digitalizzazione di altre sezioni del patrimonio archivistico cittadino. «Intendiamo celebrare il 150° dell'Unità d'Italia in modo originale - riferisce Lo Presti - riproducendo e salvaguardando antichi documenti del nostro Risorgimento. Nelle prossime settimane procederò alla digitalizzazione di tutta la documentazione relativa agli eventi rivoluzionari del 1848, un'altra affascianante pagina di storia milazzese, attualmente oggetto di un'interessante esposizione allestita dalla Biblioteca Comunale nel piano nobile di Palazzo D'Amico».

domenica 5 giugno 2011

QUARANTOTTO IN MOSTRA A PALAZZO D'AMICO

E’ stata inaugurata nei giorni scorsi e sarà visitabile per tutta l’estate la mostra intitolata “Milazzo ed il Quarantotto”, secondo appuntamento del ciclo “Biblioteca in mostra” promosso dall’Amministrazione Comunale. Allestita nel piano nobile di Palazzo D’Amico, a cura dello scrivente e della responsabile della Biblioteca Comunale Sara Talotta, l’esposizione mette in mostra proclami, bandi, corrispondenze e periodici d’epoca sull’insurrezione autonomistica siciliana, che - scoppiata a Palermo il 12 gennaio 1848 - avrebbe coinvolto l’intera Penisola, ponendo le basi dell’ormai imminente unificazione risorgimentale.

Una sezione della mostra  raccoglie in particolare ordini manoscritti ed a stampa del patriota Domenico Piraino, che nel Quarantotto ricopriva l’incarico di «Commissario del Potere Esecutivo del Vallo di Messina» ed a cui recentemente è stata intitolata la scuola elementare di via Trimboli. Tutta la documentazione esposta proviene dall’Archivio Storico comunale.

Un piccolo spazio espositivo è stato inoltre dedicato ad Alberto Leardi, caduto della battaglia garibaldina del 20 luglio 1860, di cui recentemente sono pervenute in dono alla Biblioteca alcune pubblicazioni, messe generosamente a disposizione da un discendente dell’Eroe, il prof. Pietro Ruffini da Tortona. «Contiamo di allestire una mostra ogni tre mesi, attingendo tanto al prezioso fondo librario della Biblioteca quanto al patrimonio documentale custodito nell’Archivio Storico», sostengono gli organizzatori, che sono già in grado di annunciare le prossime iniziative, una mostra sull’illustre milazzese Stefano Zirilli, di cui il prossimo anno ricorrerà il bicentenario della nascita, ed un’altra sugli incunaboli della Biblioteca, mostre programmate, rispettivamente, per il prossimo ottobre e per gennaio del 2012.


La mostra “Milazzo ed il Quarantotto” è visitabile anche online al seguente link:
http://www.panoramio.com/user/3112587/tags/Le%20mostre%20della%20Biblioteca%20Comunale%3A%20MILAZZO%20ED%20IL%20QUARANTOTTO

sabato 4 giugno 2011

DOMANI MATTINA ALLE 11,00 LA CERIMONIA D'INTITOLAZIONE DI "VIA GIUSEPPE PIAGGIA"

Si svolgerà domani 5 giugno, alle ore 11,00, alla presenza del sindaco Carmelo Pino, dell'assessore alla cultura Stefania Scolaro e di una rappresentanza di alunni e docenti della scuola elementare di via Cumbo Borgia, la cerimonia d'intitolazione della nuova traversa di via Tre Monti allo storico Giuseppe Piaggia.

Nei giorni scorsi, grazie all'intervento dell'impresa edile che ha costruito i nuovi edifici prospicienti la traversa, sono stati rimossi gli ultimi avanzi del cantiere, conferendo il giusto decoro alla centralissima "via Giuseppe Piaggia", che ospita cinque edifici condominiali, per un totale di circa 50 nuclei familiari. Una traversa che appena qualche anno fa era aperta campagna.

Un'iniziativa meritoria quella dell'Amministrazione Comunale, che ha consentito alla Città di Milazzo di saldare un debito morale col suo storico per antonomasia, da settant'anni in attesa dell'intitolazione di un'arteria cittadina. Tutti i cittadini sono invitati ad intervenire.